Interessandomi da tempo e da medico di storia dell’arte del curare, ho appreso tra l’altro quanto segue. La nostra medicina popolare, attingendo non poco dall’Evo Antico attraverso il Medioevo, ha fatto uso, per le componenti diagnostica, preventiva e terapeutica, di religione, magia e sostanze di origine minerale, animale e vegetale.1Per esempi, fonti e riferimenti bibliografici, cfr. R. Di Lello, Schegge di antiche culture, in “Clarus”, Piedimonte Matese, Diocesi di Alife-Caiazzo, 2002, II, 3, p. 18; II, 10, p. 14. Id., Un inedito quaderno di magie in diocesi di Alife-Caiazzo, “Annuario di storia, cultura e varia umanità, 2018”, Cerreto Sannita, TETAprint, ASVT, 2019, pp. 59-99. 
Circa la medicina ufficiale, spesso non è capitato altrimenti; dirò, ad esempio e prendendo le mosse dalla pandemia in corso, che il comportamento odierno richiama alla mente analogie singolari con quello di secoli lontani: tra l’altro, sia pure con le dovute varianti, anche oggi si parte subito dai luoghi infetti, e vi si torna tardi, il più possibile; si ricorre al medico e questi, munito di tunica e maschera  interviene ed oltre a consigliare di lavarsi spesso le maninon avvicinare le persone e non frequentare luoghi chiusi, impone, se necessario, la quarantena ricovera il contagiato in opportuno sito di assistenza. 2Cfr. R, Di Lello,  Coronavirus epidemie e singolari analogie,  in “Storia della Medicina” , Istitutostoricosanniotelesino.it (05-5-2020). 
Così come nell’Evo Antico e nel Medioevo, la medicina si occupa altresì di patologie non infettive e utilizza, in taluni casi, trattamenti a base di presidii minerali, vegetali e finanche di musica. Per quel che concerne l’ostetricia, ancora negli anni Quaranta del secolo scorso, a Pietraroia, qualche madre ha partorito all’uso antico: assisa su di una sedia e col marito, se presente, o con una parente o amica che l’ha sostenuta da tergo, ha dato alla luce il figlio; la mammana lo ha preso, lo ha deposto sopra un panno al suolo e, avvenuto il secondamento, l’ha ridato alla madre;3R. Di Lello, Nascere all’uso Antico, in G. Buonomo, a c.d., Pietraroja, Pro loco Pietraroia,1996, pp. 107-110 e in  “Sannio Medica”, Benevento, Ordine Medici e degli Odontoiatri, XI, 1(2001) pp. 17-18. prima lo ha mostrato, però, al padre che, accettandolo, ne ha ammesso con quel gesto la legittimità. Tanto s’ebbe per il neonato Giulio Cesare che con quell’atto venne riconosciuto figlio legittimo. 
Della cultura medica in generale, fanno parte perfino proverbi che, in dialetto o meno, talvolta riconducono a  espressioni antiche, sacre e profane.4Cfr. pure V. Gleijeses, I proverbi di Napoli, Napoli, SEN, 1978, passim. S. Zazzera, Proverbi Napoletani. L’arguta saggezza di un popolo millenario, Roma, Newton & Compton, 1996, pass. Tra quelli che più nello specifico riguardano il medico e la levatrice, ricordo, attuali: “Mentre il medico studia, il malato se ne muore; Medico e mammana, guai a chi capita loro in mano; Il medico pietoso fa la piaga cancrenosa; Vai da chi ha patito e non dal medico saputo; Quando il c canta, il medico crepa; Vale tanto oro quanto pesa; Il medico s’acchiappa tanti soldi solo per pensare;5Cfr. pure V. Gleijeses, cit., pass. S. Zazzera, cit., pass. Mi sembra la casa della “mammana”6Cfr. pure S. Zazzera, Modi di dire napoletani, Roma, Newton & Compton, 1996, p. 13. e del medico, in quanto vi si bussa di continuo.
Anche nei paesi del Medio Volturno risultano note tre locuzioni che, emblematiche e ciascuna dalle diverse interpretazioni, qualche persona di cultura e molto avanti negli anni tuttora rammenta: «Medico cura prima te stesso; Nessuno è profeta nella sua terra; Vede la pagliuzza nell’occhio degli altri e non il travo nei sui»;7Ref. prof. V. Galietti, Alvignanello, tel. 26-12-2020. a me è capitato di udire, decenni orsono, la prima a critica dell’operato del medico e le altre due in difesa; di recente, anzi, mi si son rivelate straordinarie per l’età, per chi le ha pronunciate e  per chi  le ha tramandate. Ne fa riferimento san Luca “il medico”, come lo definì san Paolo8Col, 4,14. che lo conosceva e come si arguisce, mi pare, dal che, soltanto dopo aver portato a temine accurate indagini, scrisse nel proprio Vangelo9Lc, 1, 3-4. delle numerose guarigioni operate da Gesù,10Lc, 4-9, 13-14, 17-18. in particolare di una donna che soffriva da anni di flusso di sangue, aveva molto patito, (aveva speso tutto del suo per i medici, ma senza alcun profitto: Mc, 5,25-26) perché da nessuno era stata risanata.11Lc, 8, 43-44.


Che Luca fosse medico lo si deduce, specialmente, da come descrisse l’annuncio della passione e della morte, da parte di Gesù,12Lc, 9, 22; 18, 32-34; 22, 14-20. la di Lui sofferenza psicofisica, i sintomi relativi manifestati sul Monte degli Olivi13Lc, 22, 39-44. prima dell’arresto, della condanna e della tortura, nonché le ultime parole in croce.14Lc, 23, 45.
Ritornando al tema, insomma, Luca, il medico, annota che – traduco dal latino – : Gesù venne a Nazaret, dove era stato allevato […] entrò nella sinagoga […] e si alzò per leggere (la Bibbia) […] Dopo di che riavvolse il rotolo, lo restituì all’addetto e si sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. […] Ed egli disse loro: «Di certo direte a me questa similitudine: Medico cura te stesso perché quanto hai fatto in Cafarnao fallo pure qui nella tua patria»15Lc, 4, 16-23.
Quindi aggiunse:

“Senonché, dico a voi che nessun profeta è benaccetto in patria sua”.16Lc, 4, 16- 24.[(mfn]  Tempo dopo, in altra circostanza rimarcò: – Perché vedi la pagliuca nell’occhio del tuo fratello e non consideri la trave che sta nel tuo occhio?16Lc, VI, 41. In che modo puoi dire al tuo fratello: «Fratello, che io estragga la festuca dall’occhio tuo», non vedendo te stesso la trave nell’occhio tuo? Ipocrita, cava prima dall’occhio tuo e soltanto dopo vedrai chiaramente come estrarre la festuca dall’occhio del tuo fratello.17Lc., VI, 42. 

Pure questo ho appreso, indagando sulla storia della medicina nella Valle del Medio Volturno.

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[1] Per esempi, fonti e riferimenti bibliografici, cfr. R. Di Lello, Schegge di antiche culture, in “Clarus”, Piedimonte Matese, Diocesi di Alife-Caiazzo, 2002, II, 3, p. 18; II, 10, p. 14. Id., Un inedito quaderno di magie in diocesi di Alife-Caiazzo, “Annuario di storia, cultura e varia umanità, 2018”, Cerreto Sannita, TETAprint, ASVT, 2019, pp. 59-99. 
[2] Cfr. R, Di Lello,  Coronavirus epidemie e singolari analogie,  in “Storia della Medicina” , Istitutostoricosanniotelesino.it (05-5-2020). 
[3]  R. Di Lello, Nascere all’uso Antico, in G. Buonomo, a c.d., Pietraroja, Pro loco Pietraroia,1996, pp. 107-110 e in  “Sannio Medica”, Benevento, Ordine Medici e degli Odontoiatri, XI, 1(2001) pp. 17-18. 
[4] Cfr. pure V. Gleijeses, I proverbi di Napoli, Napoli, SEN, 1978, passim. S. Zazzera, Proverbi Napoletani. L’arguta saggezza di un popolo millenario, Roma, Newton & Compton, 1996, pass.   
[5] Cfr. pure V. Gleijeses, cit., pass. S. Zazzera, cit., pass. 
[6] Cfr. pure S. Zazzera, Modi di dire napoletani, Roma, Newton & Compton, 1996, p. 13. 
[7] Ref. prof. V. Galietti, Alvignanello, tel. 26-12-2020. 
[8] Col, 4,14.  
[9] Lc, 1, 3-4. 
[10] Lc, 4-9, 13-14, 17-18. 
[11] Lc, 8, 43-44. 
[12] Lc, 9, 22; 18, 32-34; 22, 14-20. 
[13] Lc, 22, 39-44. 
[14] Lc, 23, 45. 
[15] Lc, 4, 16-23. 
[16] Lc, 4, 16- 24.  
[17] Lc, VI, 41. 
[18] Lc., VI, 42. 



Rosario Di Lello

Rosario Di Lello è nato a Napoli il 9 dicembre 1936 ed è residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.